La displasia

La displasia può riguardare sia le anche che i gomiti.

La displasia dell’anca è una malformazione dell’articolazione, tale per cui, durante la crescita, si crea un gioco articolare eccessivo: la testa del femore non combacia più perfettamente con la cavità del bacino (cavità dell’acetabolo) che naturalmente la ospita, si deforma e l’acetabolo si appiattisce.
La displasia del gomito, invece, è una malformazione scheletrica del periodo dello sviluppo, tale per cui le tre ossa (radio, ulna e omero) che compongono questa articolazione crescono in modo disarmonico tra loro ed asincrono in lunghezza.

Purtroppo, comunemente, il Pastore Tedesco viene associato negativamente al problema della displasia, come se fosse l’unica razza di cane a presentare questo problema!

Niente di più sbagliato: la displasia può colpire non solo cani di qualsiasi razza (soprattutto di taglia medio-grande), ma anche i meticci!
La displasia viene erroneamente collegata soltanto al Pastore Tedesco perché la S.A.S., società italiana specializzata di questa razza, è stata la prima ad evidenziare il problema e, attenendosi ai regolamenti mondiali dettati dall’S.V. (società tedesca specializzata del Pastore Tedesco), ha preteso, e giustamente continua a pretendere, da oltre 50 anni, l’esenzione da displasia per tutti i soggetti da impiegare nelle esposizioni e soprattutto nella riproduzione.

In pratica, nessuna razza è mai stata (e lo è tuttora) così seriamente controllata e selezionata come quella del Pastore Tedesco!

Per farlo, la S.A.S. si avvale di veterinari specializzati e abilitati, i quali, mediante un esame radiografico, individuano l'eventuale displasia, nonchè la sua entità, che deve essere dei primi 3 gradi, affinché il soggetto venga considerato idoneo: normale (grado A), quasi-normale (grado B), ancora ammesso (grado C).

Al riguardo, va in ogni caso evidenziato che non è assolutamente possibile giudicare un cane displasico, o meno, dal modo in cui cammina o corre! Solo ed esclusivamente l’esame radiografico (in modo preventivo a 6 mesi e, soprattutto, in modo ufficiale ad 1 anno di età) lo può stabilire.

Spesso, purtroppo, “i non addetti ai lavori” confondono l'andatura un po’ traballante del cucciolo in crescita oppure le angolature, a volte un po’ marcate, del posteriore del cane adulto con alcune patologie ortopediche, quali, ad esempio, la displasia.

Va invece considerato che l'eventuale scarsa angolatura degli arti del posteriore, considerata normale in tante altre razze, nel Pastore Tedesco diventa un difetto perché, essendo un trottatore, necessita di tale conformazione per percorrere più strada con minor fatica, ed avere quindi maggior resistenza. Si tratta, infatti, di un cane funzionale, cioè di un cane da pastore, il cui ruolo è quello di condurre le pecore, percorrendo lunghi tratti per molto tempo.


Tornando ora alla displasia, va precisato che non se ne conosce la causa precisa. Certo è che non dipende solo dal fattore genetico poiché, se così fosse, basterebbe eliminare dalla riproduzione tutti i soggetti displasici, e questo lo si fa già da oltre 50 anni!
Gli esperti ritengono che sussistano altre due concause. La prima, di natura alimentare, può consistere nel somministrare al cucciolo un’insufficiente o un’eccessiva quantità di cibo (con suo conseguente sovrappeso) oppure una sconsiderata dose di alimenti ipercalorici o iperproteici che ne provocano una crescita troppo veloce.
La seconda, invece, di natura ambientale, è rappresentata dal fatto di far crescere eventualmente il cucciolo in un ambiente malsano, cioè umido e poco areato, su un pavimento duro e molto scivoloso, e, magari, continuamente a contatto con altri cani più grandi con cui giochi in continuazione, mettendo così a dura prova le sue tenere articolazioni con traumi di vario genere.
Quindi, il fattore genetico, quello ambientale e quello alimentare risultano essere fortemente incidenti su questa patologia.


In conclusione, non è certo che accoppiando soggetti esenti da displasia non nascano cani displasici. Tuttavia, si può affermare che, mettendo in riproduzione soltanto soggetti esenti da diverse generazioni, è improbabile che un cucciolo che ne discenda, che sia stato cresciuto in maniera corretta dal punto di vista alimentare ed ambientale, presenti un grado di displasia tale da subire rilevanti ripercussioni sulla sua qualità di vita.

I proprietari spesso si lasciano prendere dallo sconforto allorché al loro cane, sottoposto a radiografia, venga diagnosticata la displasia, temendo per lui un futuro da invalido. Non c’è nulla di più sbagliato! Anche un cane displasico può avere una vita normale, in quanto non va assolutamente sottovalutata l’importanza della struttura muscolare portante del cane ed, in particolare, di quella, forte e robusta, del Pastore Tedesco.
Si consideri, infine, che soltanto una minima percentuale di cani viene sottoposta a radiografia delle anche e dei gomiti. Tutti gli altri, di razza o meno, che vivono senza alcun controllo radiografico (pur essendo, per un gioco di probabilità, in parte certamente displasici), raramente presentano problemi di deambulazione.
Quindi perché pensare che un Pastore Tedesco displasico avrà certamente dei gravi problemi di movimento?